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Marzo 2021

Cosa succede se manco improvvisamente?
Per rispondere a questa domanda, vi ho preparato un breve podcast, ascoltatelo qui.

E nel caso siate il principale (o l’unico) percettore di reddito in famiglia, ecco una buona pratica da seguire, cliccate qui.

Posso già fare qualcosa in termini di successione?

Premesso che l’argomento è corposo e andrebbe ritagliato su ogni singola realtà personale o familiare, ho deciso di provare comunque a evidenziare qualche considerazione per chi ogni tanto mi ha rivolto questa domanda.

Come ho già detto in precedenza, agli Italiani non piace molto fare testamento – forse per motivi scaramantici, chi lo sa? – ma la cosa è piuttosto curiosa perché sarebbe il modo più semplice per pianificare una successione e soprattutto per prevenire possibili liti fra eredi.

Non disporre tramite questo strumento ci porta automaticamente a dover seguire il codice civile in materia con la conseguenza che si verrà a determinare una situazione di comunione ereditaria: molto spesso il punto di partenza di buona parte delle cause.

Ciò detto, veniamo alla nostra domanda: si, possiamo già fare qualcosa in termini successione dotandoci di una visione, ossia pianificando anche questo aspetto della nostra esistenza!

Ovviamente al sopraggiungere di nuove circostanze, potremo modificare o aggiungere particolari (in tutto o in parte) a quanto precedentemente disposto.

Aggiungiamo qualche particolare che potrebbe tornarvi utile per far “mente locale”:

– la legge riserva obbligatoriamente alcune quote ai famigliari più prossimi quindi, anche se non è questa la sede per approfondire questi aspetti, non scordiamoci di tenerne conto!

– sono disponibili alcune soluzioni che possono rivelarsi funzionali in un discorso di pianificazione successoria: per esempio, con le donazioni possiamo anticipare a qualche erede una parte dei nostri beni, di cui ovviamente si terrà poi conto nella fase finale della successione.

– esistono polizze in cui è possibile indicare un beneficiario caso morte, anche in questo caso tenendo sempre presente i vincoli normativi.

– nella realtà dell’impresa famigliare esiste un istituto detto “Patto di famiglia” che consente di decidere ancora in vita il futuro assetto dell’impresa alla scomparsa del titolare, stabilendo fin da subito alcune compensazioni per eventuali familiari non interessati alla conduzione dell’azienda.

Cosa posso fare per preparare qualcosa ai miei figli o ai miei nipoti?

Anche questa domanda ci riporta – in parte – sul tema della pianificazione successoria: attribuire le quote di eredità ai nostri discendenti – siano essi figli o nipoti – eviterà malintesi, liti e il permanere di una comunione ereditaria che spesso conduce soltanto a diseconomie, come nel caso di difficoltà nel frazionare o vendere un immobile. In questo breve podcast vi fornisco alcuni suggerimenti pratici: cliccate qui per ascoltarlo!

In caso di regalia ai nostri figli e/o nipoti, invece, è d’obbligo prestare attenzione all’uso dei bonifici che non dovrebbero sopravanzare nella loro entità il concetto di modico valore (che può avere diverse sfumature anche in funzione del nostro peso patrimoniale). Ma che cos’è questo concetto? Ascoltate questo intervento per scoprirlo: cliccate qui.

Perchè non dovrei lasciare il mio denaro parcheggiato sul conto corrente?
Per rispondere a questa domanda, che tanto banale non è, mi avvarrò delle parole del Prof. Carnevale Maffè (Università Bocconi) condividendomi un estratto di intervista a proposito: cliccate qui.

Ma il video qui sopra continua perché ho deciso di tagliarlo su una domanda molto importante: chi dovrebbe farci capire che c’è un’alternativa? A chi spetta questo compito?

Ho scelto di continuare a far parlare il Professor Carnevale Maffè dell’Università Bocconi perché spiega molto meglio di quanto potrei fare io le ragioni per cui conviene affidarsi a buon consulente finanziario.

Trovo la sua visione relativa al “nuovo” posizionamento di questa figura professionale molto interessante e innovativa, soprattutto se penso agli scenari che verranno a determinarsi nel dopo pandemia. E voi…cosa ne pensate? Potete vedere qui la seconda parte dell’intervista.

Claudio Cavallo